L’ARTE DI DISTURBARE ovvero LE STREGHE DI SALEM di Rob Zombie (2012)

Nel non lontano 2009, Lars Von Trier concorse al Festival di Cannes con il film “Antichrist”. La protagonista Charlotte Gainsbourg vinse il Premio per la Miglior Attrice (meritato), ma la pellicola fu una delusione per la maggior parte dei sostenitori del regista, me compreso. Il motivo sta tutto nell’aver impostato il film verso un fine unico: scandalizzare il pubblico medio-borghese. La regia è fantastica e almeno un paio di scene rasentano la genialità artistica, ma dopo una buona parte improntata sull’horror psicologico, il film subisce una brusca svolta verso l’erotismo violento e il masochismo decisamente iperbolici.
Quello di Von Trier rimane non solo un capolavoro più che mancato ma anche un tentativo fallito di scandalizzare il pubblico, dal momento che viviamo in un epoca in cui lo scandalo è ostentato continuamente.
Siamo assuefatti allo scandalo.
Però abbiamo ancora lo stomaco per essere disgustati, ed è ciò che avviene con “Antichrist”.

La storia si ripete 3 anni dopo con “Le Streghe di Salem” di Rob Zombie, regista abbastanza singolare in termini di cinematografia. La cosa però non esclude il suo notevole talento, sopratutto in questo suo quinto lungometraggio dove da il meglio di se.

Intriso fino al midollo (e anche oltre) di una dettagliatissima mitologia satanica, il film racconta la storia della conduttrice radiofonica Heidi e della sua iniziazione psico-fisica che la preparerà ad ospitare nel proprio utero il figlio del demonio.
Una sorta di natività satanica.
Che Zombie sia un grande amante del cinema vecchio stile lo capiamo soprattutto dalle numerose citazioni estetiche a George Méliès (le immagini di “Viaggio sulla Luna” che decorano l’appartamento di Heidi) e dai continui rimandi alle pellicole horror anni 60-70 (la trama è niente più che un riadattamento del celebre “Rosemery’s Baby” di Polanski).
Il problema di “Le Streghe di Salem” non è la regia (che insieme alla messa in scena è l’unico, grandissimo ed indiscutibile merito) piuttosto i contenuti e la finalità ultima dell’opera.
Che Zombie voglia seguire l’esempio di Von Trier votando la sua opera allo scandalo gratuito?
Non credo, perché ad esempio aspetti come il sesso e la tossicodipendenza vengono suggeriti in maniera cognitivo-subliminale piuttosto che mostrati esplicitamente. Stessa cosa non si può dire per la blasfemia, ne è una prova lampante l’inquietantissimo carosello finale di immagini (sopratutto l’ultima sequenza prima dei titoli di coda).
Forse Zombie voleva semplicemente criticare la religione cattolica e l’istituzione della Chiesa? Anche questo non è del tutto certo, perché allo spettatore viene chiaramente lasciato intendere che l’intera storia potrebbe essere il frutto malato delle suggestioni di Heidi provocate dall’azione combinata di stress, solitudine e dipendenza da stupefacenti. Il che sarebbe del tutto plausibile, vista l’eccessiva (e perversa) visionarietà di numerose sequenze (su tutte la splendida panoramica del teatro).

Ma allora qual è il reale obiettivo di Rob Zombie?
Cosa vuole davvero mostrare con questo film?

Io credo voglia unicamente disturbarci nel profondo.
Non tanto terrorizzarci ma proprio d-i-s-t-u-r-b-a-r-c-i.
Sembra quasi che Zombie stia giocando con il pubblico, regalandogli un pilastro stilisticamente fondamentale per il genere horror ma offrendoglielo in maniera tale da risultare, per chiunque possieda un minimo di sensibilità, quasi impossibile da apprezzare.

È un film che mi ha fatto del male. Non come “Antichrist”, che mi ha solo disgustato.
“Le Streghe di Salem” ha letteralmente colpito e affondato la mia sensibilità.
Tentai di vederlo due anni fa.
Non riuscii a terminarlo.
Ad impresa nuovamente ritentata, e finalmente riuscita, posso dire solo una cosa: se l’intento di Zombie era davvero quello di disturbare il sottoscritto, cavolo se ci è riuscito.
Ci è riuscito come mai niente e nessuno prima.

IN CONCLUSIONE: un horror così orripilante che non lo consiglierei mai neanche al mio peggior nemico. Eppure è girato talmente bene che bocciarlo sarebbe come gridare al mondo: “Io non capisco nulla di cinema!”

Voto 6/10

di Gianluca Rinaldi

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11 thoughts on “L’ARTE DI DISTURBARE ovvero LE STREGHE DI SALEM di Rob Zombie (2012)

  1. Hai fatto bene a partire dal film di Lars, così almeno questo me lo evito.
    Trier avrà una regia pazzesca, ma lo trovo davvero troppo. Come dici giustamente tu, sembra che voglia sempre lasciare lo spettatore disgustato. Dogville è un mattone, di Antichrist non ne parliamo (credo che anche Nymphomaniac credo che viaggi su quella linea, ma non l’ho visto), Dancer in tha dark così così (i musical non li digerisco) e Melancholia (mi manca ma non so se ho voglia di vederlo).
    Ma qui si parlava di Rob, pardon. Non ho mai visto nulla di suo, anche se spesso La casa del diavolo e La casa dei 1000 corpi passano in tv.
    Credo che preferisco il suo lato musicale, anche se di poco.

    • Io sono stato forse troppo soggettivo, probabilmente si sarebbe meritato di più di 6. Il fatto è che mi ha fatto stare veramente male, l’ho visto interamente ieri solo perchè stavo in compagnia. Per quanto riguarda Von Trier però devo dire di aver apprezzato tantissimo Dogville, almeno li un messaggio c’è. Ma in Antichrist il messaggio è: attento alla suscettibilità di tua moglie che se poco poco non fai attenzione ti fa un lavoretto nel punti bassi, a lavoro quasi terminato ti ci spacca un mattone sopra e poi torna sul suo lavoretto provocando una bella eiaculazione di sangue che il caro Von Trier non si fa scrupoli a mostrare.

  2. Io Antichrist l’ho trovato un pò come una summa delle ossessioni dello stesso regista. Certo non manca di scioccare ma se ti approcci ad un film del nostro qualcosa di strano devi sempre aspettartelo. La scena che citi del lavoretto è un chiaro rimando al disturbante e semi-amatoriale Nekromantik. Per quanto riguarda Rob Zombie… Bhe… tolto i due remake di Halloween, che trovo comunque apprezzabili anche se meno ispirati, il resto è formidabile.

    • A me Von Trier piace molto, ma tra Dogville (che io ho adorato) e Antichrist per esempio ho trovato una grande differenza (in negativo) al livello di profonditá e di messaggio. Sará che non é un regista che conosco bene come Kubrick, Lynch o Malick, peró le pellic

      • Le pellicole disturbanti in linea di massima mi piacciono e mi incuriosiscono. Antichrist ha comunque una cinematografia fantastica (non mi scorderó mai la volpe nella foresta) come ce l’ha anche Le Streghe di Salem, ma tra Zombie e Von Trier in questo caso ho apprezzato piú il primo, sempre a mio personalissimo parere. Non sono riuscito a dare un voto altissimo al film perché soggettivamente non ci sono riuscito, é un film che mi ha fatto stare troppo male. Ma non smetteró mai di confermare l’eccellente bravura di Zombie nel confezionare una delle piú funzionali atmosfere disturbanti mai viste prima!

      • Non la trovo la migliore di Von Trier, anche io ho adorato più altri sui film, uno su tutti EPIDEMIC, xò ho percepito il disagio che il regista non ha mai nascosto nei confronti del sesso opposto. Le scene finali con Dafoe/Von Trier che osserva impaurito e impotente il fiume di donne che risale la collina ne è una confessione. Su Zombie la penso come te e in generale apprezzo sempre leggere quello che scrivi.

  3. Le streghe di Salem l”ho trovato disturbante ma anche lucido e consapevole. Zombie lasciato a briglie sciolte lo adoro e le streghe di Salem è un ottimo esempio di quello che riesca a fare quando si mette in testa di voler raccontare una storia nel modo e nelle atmosfere a lui più care, senze troppi limiti dati da edulcorate case di produzione.

  4. Epidemic inizialmente lo odierai. Parte come una sorta di documentario, quasi noioso nel raccontare anche quello che apparentemente non serve a niente per la diesegi della trama…ma poi tutto viene ripagato con il finale 😊

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