IN LOVING MEMORY OF RENÈE ZELLWEGER’S FACE, PART 2 – ABBASSO L’AMORE di Peyton Reed (2004)

1962. La bionda Barbara Novak arriva a New York per promuovere il suo primo libro intitolato “Abbasso L’Amore”, una sorta di guida di sopravvivenza al genere maschile dedicato alle donne di tutto il mondo stanche delle disparità tra i sessi. Dopo che il libro da inizio ad una vera e propria rivolta delle quote rosa, il giornalista Catcher Block, sciupafemmine ed egocentrico, decide di sfatare il mito della Novak tentando di sedurla. Lo scopo è farle ammettere quanto, in realtà, ciò che lei e le donne in generale vogliono dalla vita sia solo amore e matrimonio.
Sarà una lotta senza esclusione di colpi (e di sorprese).

Gia i loghi iniziali (quello della 20thFox con il Cinemascope) e i titoli di testa introducono quel tono squisitamente old style che caratterizzerà l’intera pellicola. Celebrazione e allo stesso parodia (sempre garbata e riuscitissima) delle commedie americane Day-Hudson anni ’60 e dell’etica/estetica Post-Femminista, Abbasso L’Amore è una delle migliori commedie romantiche viste al cinema almeno negli ultimi 30 anni.

Splendido il livello visivo: i tantissimi colori esaltano l’estetica pop dell’epoca, la ricostruzione di New York è impeccabile, gli interni elaborati alla perfezione, trucco e parrucco di gran fattura, costumi favolosi (si perde il conto degli abiti che indossa Barbara, ogni volta che entra in scena ne ha uno diverso).
La sceneggiatura non ha assolutamente nulla da invidiare all’Allen dei tempi d’oro, né in termini di dialoghi brillanti né di tempi comici creati e sostenuti alla perfezione. Il divertimento, mai esagerato e sempre sottile, abbonda come del resto le trovate geniali: basta pensare anche solo alla scena della maliziosa conversazione al telefono e a come è stata ideata/diretta/montata/interpretata.
I cliché della tipica battaglia dei sessi vengono tutti affrontati, abbattuti e riletti grazie anche a un bel colpo in scena finale che ribalta le carte in tavola evitando al film di sprofondare in quel tanto temuto ovvio che, per fortuna, non arriva mai se non nel finale (e anche li non è così scontato).

Più bella, pimpante e frizzante che mai, Renée Zellweger ci regala un personaggio divertente e non banale. La affianca un affascinante e gigioneggiante Ewan McGregor, particolarmente a suo agio in un ruolo comico. Lui appena uscito da “Moulin Rouge”, lei fresca fresca di “Chicago”: inevitabile la canzone finale, riservata ai titoli di coda.

Altro, triste caso di insuccesso al botteghino per un film troppo intelligente per piacere al pubblico medio (il cosiddetto “grande pubblico”). Le commedie brillanti non faranno più cassa come una volta ma questo film dimostra che, con un ottimo lavoro alle spalle, la qualità dell’epoca passata può tranquillamente essere eguagliata.
Chissà, forse anche superata…

IN CONCLUSIONE: se mi chiedessero di stilare una lista delle 20 migliori commedie della storia del cinema (cosa che mi ripropongo di fare), Abbasso L’Amore ci entrerebbe in pieno. Plauso alla sceneggiatura, alla fantastica messa in scena anni ’60 e alle performance di Ewan McGregor e Renée Zellweger, quest’ultima mai più bella come in questo film.

Voto 8/10

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2 thoughts on “IN LOVING MEMORY OF RENÈE ZELLWEGER’S FACE, PART 2 – ABBASSO L’AMORE di Peyton Reed (2004)

  1. L’ho rivisto proprio ieri sera con la tua recensione sotto mano 🙂
    Concordo con te nel ritenere la grande Renée Zellweger e Ewan McGregor degli artisti completi, attori fenomenali ma anche ottimi ballerini e cantanti, come se ne vedono pochi. come giustamente hai fatto notare tu, seppur freschi del successo di Moulin Rouge e quello più tiepidino di Chicago, i due attori non sono bastati a far impennare il gradimento di questo ultimo film. Il motivo secondo me sta nel fatto che la commedia che fa eco ai classici hollywoodiani degli anni 50-60 non coincide più con i gusti di oggi, in parte perché quelle originali sono ancora incredibilmente deliziose, in parte perché quella semplicità (e a volte ingenuità)ci è ormai lontana…insomma senza aggiungere niente di nuovo è improbabile che possano ancora avere futuro

    • Concordo che, purtroppo, la commedia dei vecchi tempi non ha futuro, ma non credo fosse questo l’intento. Il fine é prettamente celebrativo, ed in questo l’ho trovato riuscitissimo. Il fatto che abbia fatto flop é dovuto anche a quello che hai detto tu…i gusti sono cambiati, e non sempre é una cosa positiva!

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