TRIANGLE di Christopher Smith (2009)

La giovane Jesse sale su un piccolo yacht per una tranquilla navigata con degli amici. Afferma di essere molto stanca e, agli occhi di tutti, appare molto strana. Durante il viaggio in barca, Jesse non smette di pensare al figlio affetto da autismo, apparentemente lasciato a scuola. Improvvisamente, il mare smette di agitarsi: lo yacht è fermo in mezzo all’oceano. In lontananza si scorge l’arrivo di una violenta tempesta, che si abbatte pochi minuti dopo sulla piccola barca. Passato il temporale, Jesse e gli altri si ritrovano soli in mezzo al mare con la barca distrutta. Tutto sembra perduto fino a che una nave misteriosa sbuca dalla nebbia. Il gruppo vi sale.

Inizia così uno dei migliori thriller-horror degli ultimi anni e uno dei più riusciti esempi (dopo il fantascientifico “Edge Of Tomorrow”) di come trattare il tema del loop spazio-temporale. Era da quando vidi “Enemy” di Dennis Villanueve qualche mese fa che un film non mi prendeva così tanto. Chiaramente, l’enigmatica e affascinante pellicola con Jake Gyllenhaal può vantare una regia molto più esperta e un tema di base meno “soprannaturale” e decisamente meno comprensibile (in Enemy lo sforzo intellettivo richiesto al pubblico è di gran lunga maggiore). Ma è proprio il genere ad essere differente. Triangle si discosta da qualsiasi intellettualismo di fondo per fornire al pubblico dei semplici ma geniali 90 minuti di pura tensione e intrattenimento: più che da interpretare c’è da seguire e da notare tutti i dettagli, anche i più apparentemente insignificanti. La sfida non è così ardua, ma i risultati sono fantastici. Raramente un film riesce a far quadrare tutti i colpi di scena (sopratutto se sono così tanti) e, allo stesso tempo, mantenere desta l’attenzione e la tensione dello spettatore per la sua intera durata. Triangle, a dispetto della sua scarsissima fama e del suo budget irrisorio, ci riesce benissimo (su questo si pone in linea con un altro low-budget recensito poco tempo fa, “Choerence”). Menzione particolare al reparto tecnico (la tempesta e l’interno della nave sono realizzati benissimo) e alla protagonista Melissa George, molto credibile e a suo agio in un ruolo inquieto ed inquietante. La trasformazione di Jesse da preda a cacciatore, con un ribaltamento di ruoli continuo, è resa benissimo dall’attrice americana, una di quelle leve di seconda mano che meritano il definitivo “salto di qualità”.

Per quanto concerne la spiegazione della pellicola, contrariamente a quanto ho scelto di fare per Enemy, preferisco non spoilerare nulla per Triangle e lasciare il pubblico ad affrontare da solo la propria sfida cognitiva. Il mito di Eolo e del supplizio del figlio Sisifo vi darà la chiave di lettura necessaria per comprendere il senso generale. Di grande importanza il tema del senso di colpa e della ricerca di una seconda occasione.

Per il resto state tranquilli, non è impossibile…

…niente è impossibile.

Buona visione!

IN CONCLUSIONE: un thriller tinto di horror che gioca con i nervi dello spettatore creando un’incredibile continuum di tensione che non si esaurisce fino ai titoli di coda. Brava Melissa George, molto bene la parte tecnica. Inquietante, coinvolgente e piacevolmente macchinoso. Consigliato assolutamente!

Voto 7.5/10

di Gianluca Rinaldi

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11 thoughts on “TRIANGLE di Christopher Smith (2009)

  1. Al solito i tuoi post sono una miniera inesauribile di suggerimenti.
    Nel caso specifico mi hai subito conquistato con enemy e triangle.
    Li ho cercati ma si trovano solo in inglese: prima di sorbirmi la visione sub-ita ti chiedo quindi se tu per caso sia a conoscenza di una loro prossima uscita in Italia (quanto meno di enemy, che è il più recente di lui).

    Grazie comunque per queste due dritte 🙂

  2. Bella recensione.
    La trama mi ha ricordato un altro film: “The ghost ship” di qualche anno fa. L’ho rivisto ultimamente e mi è ri-piaciuto. La nave poi era un transatlantico italiano…
    Cercherò di vedere anche questo film. Come ha già scritto Lapinsu, i tuoi suggerimenti sono sempre ben accetti.
    Buona serata!

  3. Vedrò anche questo, anche perché il titolo mi può far pensare a zone in cui accade sempre qualcosa, tipo il “triangolo delle Bermuda”. E anche la trama che hai sviscerato, mi attrae molto.

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