SPECIALE – TENTANDO DI DECIFRARE “ENEMY” di Denis Villeneuve (2014)

Un inquieto ed insignificante insegnate di storia si imbatte nel suo doppio, notato casualmente nel ruolo di comparsa in un film.
Dopo essersi incontrati, le vite di entrambi si avviano verso un tortuoso e terrificante incubo.

Fino a qui ci siamo tutti.

Ciò che avviene per il resto del film (non molto, parliamo di 80 minuti circa) è abbastanza enigmatico e di non facile interpretazione. Come se non bastasse, l’ultima scena arriva come un fulmine a ciel sereno: definito come “the scariest ending of any movie ever made”, il finale è di certo uno dei più grandi shock cinematografici di sempre. Non parlo del classico colpo di scena in cui, con una spiegazione sorprendente, si risolve il mistero.
Tutt’altro.
La situazione si complica ulteriormente, lasciando il pubblico in balia di uno dei più criptici ed inquietanti enigmi di sempre.

Premetto che non si tratta di un giallo, piuttosto di un thriller psicologico: non ci sono assassini o omicidi, qui il mistero è tutto mentale. Seguendo la scia di Cronenberg, Lynch e perfino Kubrick (la scena iniziale richiama Eyes Wide Shut), Denis Villeneuve torna alla regia dopo l’acclamato “Prisoners” realizzando un film dalle tinte seppia, molto fosche e buie (sopratutto negli interni). Girato in una Toronto spettrale e solitaria (spesso immersa nella nebbia), Enemy vanta un’atmosfera angosciante e onirica di prima categoria, sostenuta da una regia davvero eccellente e da una colonna sonora sempre pronta a mantenere viva la tensione.
Nonostante il film tragga grande giovamento dalle performance di Isabella Rossellini (una delle muse di Lynch), Sarah Gadon (una delle muse di Cronenberg) e Melanie Laurent, quella che si fa davvero notare è la versatile ed indiscutibile bravura recitativa di Jake Gyllenhaal, interprete dei due antitetici personaggi principali di Adam e Anthony.

Prima di tornare al finale, è indispensabile parlare del rapporto tra i due protagonisti: quello che è sicuro (gli indizi seminati sono parecchi) è che si tratti seriamente della stessa persona. Uno dei due è la proiezione mentale dell’altro, ma quale e in quale momento non è facile da capire (sono sempre totalmente identici).
Lo sdoppiamento psicotico da cui è affetto il personaggio di Adam/Anthony è un prodotto naturale della sua indole repressa.
Gran parte delle scene del film avvengono in realtà nel subconscio del protagonista: gli sporadici confronti tra Adam e Anthony sono da interpretare come “guerre” tra le due fazioni in cui è divisa la sua personalità (eco freudiana della teoria dell’Io, Super-Io ed Es).
L’intera pellicola può essere vista come la battaglia mentale di un individuo in lotta con il suo “lato oscuro”, al fine di responsabilizzarsi verso gli obblighi sociali che gli spettano (la fedeltà alla moglie e i doveri di futuro padre).
Non è una grande rivelazione, piuttosto il frutto del minimo sforzo intellettivo che viene richiesto al pubblico.

Evitando malevoli spoiler, direi di tornare al finale.

L’ultima scena conferma l’importanza simbolica del “ragno”, elemento ricorrente in tutto il film: lo vediamo uscire dal piatto d’argento nella sequenza iniziale, la donna nuda con la testa da ragno nell’incubo del protagonista Adam, il mastodontico aracnide che sovrasta la città, i cavi elettrici del tram e il vetro della macchina dopo l’incidente paragonati a ragnatele.
E la tarantola alla fine.

In parecchi sono dell’idea che i ragni siano effettivamente reali e non frutto dell’immaginazione contorta dei due protagonisti. Essendo l’uomo moderno distratto dal sesso e dalle pulsioni erotiche, gli aracnidi avrebbero sfruttato questa noncuranza per agire indisturbati, pianificando una silenziosa “invasione ultracorporea” che si realizza pienamente nella scena finale.
Nonostante trovi solide fondamenta sul discorso che Adam tiene in classe riguardo ai totalitarismi nell’era antica, basati su un controllo delle menti instaurato tramite il famoso “panem et circensem” (che nell’era moderna è il proprio il sesso), questa prima teoria risulta troppo pretenziosa e fantascientifica, nonostante debba ammettere che riserva un certo fascino.

Un’altra interpretazione (con cui mi trovo in sintonia perché decisamente più plausibile) è quella allegorica: la presenza dei ragni è la metafora del totalitarismo che a cui è soggetto l’individuo moderno, intrappolato in una ragnatela inconscia di ossessioni e frustrazioni. Non abbiamo aracnidi reali, bensì simboli psicanalitici desunti dagli incubi/visioni di Adam. Sia quest’ultimo che Anthony, il suo doppio, vivono un’esistenza frustata, soggetti ad un eccessivo controllo di loro stessi che li porta a voler evadere dalla routine: Adam sogna di fare l’attore (attenzione a questo particolare e alla scena con la Rossellini) perché lo annoia la vita da insegnante, Anthony persegue l’adulterio perché si sente oppresso dal matrimonio e terrorizzato dall’idea di avere una famiglia. I ruoli generalmente imposti dalla società in cui i due protagonisti sono confinati (marito, padre, lavoratore statale), vengono avvertiti come una sorta di violenza operata nei confronti di loro stessi.
A questo punto viene lecito chiedersi: se i ragni esprimono l’idea della tirannia del subconscio, chi è il vero tiranno?
Chi manovra i fili?
Chi tesse la ragnatela?
La risposta è una sola: le donne.
Ecco cosa rappresentano davvero i ragni.
Il protagonista teme la figura femminile, non riesce a stabilire con lei un rapporto intimo che sia fedele o duraturo e punisce se stesso per questo (ecco spiegato il titolo “Enemy”, siamo noi i veri nemici di noi stessi).
La donna intrappola il protagonista nella ragnatela del matrimonio, della fedeltà, della paternità ma il personaggio di Adam/Anthony non è in grado di sostenere la responsabilità di tali obblighi. Dopo l’apparente riconciliazione finale, Adam trova la chiave che apre la porta del sex club (luogo di tentazione per eccellenza) in cui Anthony era stato all’inizio, manifestando il desiderio di volerci tornare lasciando di nuovo la moglie sola a casa. La donna non risponde, Adam entra nella stanza di lei e…beh lo vedrete da voi!
Ciò non solo da conferma alla suddetta interpretazione della figura del ragno, ma spiega anche un’affermazione di Adam durante la lezione di storia: i totalitarismi sono un circolo che si ripete di continuo. Trovando la chiave, Adam ricade nel baratro della tentazione da cui credeva di essersi salvato sconfiggendo il suo “lato oscuro”.

Al di la di tutta la cervellotica spiegazione, resta indiscutibile il fascino inquietante che il talentuoso Villeneuve conferisce al film, senza dubbio uno degli enigmi cinematografici più coinvolgenti e ben riusciti di sempre. Per quanto riguarda il senso ultimo della pellicola, è lo stesso Villeneuve a dire che un significato, infondo, c’è eccome: l’importante è seguire gli indizi. D’altronde lo riporta anche la dicitura iniziale: “Chaos is order yet undeciphered” (il caos è l’ordine non ancora decifrato). L’apparente disordine logico che il film sembra lasciare nella mente del pubblico, ingloba in realtà tutte le risposte necessarie alla soluzione dell’enigma.
Se una sola visione non dovesse bastare, credo proprio che rivedere Enemy sarà senza dubbio un grande piacere.

Uno dei migliori thriller psicologici degli ultimi anni.

Fortemente sconsigliato agli aracnofobici.

Voto 8.5/10

di Gianluca Rinaldi

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48 thoughts on “SPECIALE – TENTANDO DI DECIFRARE “ENEMY” di Denis Villeneuve (2014)

  1. Finalmente visto!!!!!
    Indubbiamente è’ un film indecifrabile. Ti confesso che la prima parola esclamata dopo il finale è stata un bel vaffanculo al regista. Poi, riflettendoci, ho intuito il significato metaforico e cercato di dare una spiegazione.
    Leggendo la tua analisi mi trovo sostanzialmente d’accordo, anche se restano ancora alcuni punti oscuri (SPOILER ALERT):
    1. nel finale, Adam è coinvolto nell’incidente o è casa con la moglie?
    2. il ragno dell’ultimo frame identifica la relazione tra ragno-moglie o ragno-sesso?
    3. la ripetitività delle stesse azioni nelle scene iniziali (addirittura Adam ripete sempre la stessa lezione a scuola) che significato ha?
    4. i riferimenti ai totalitarismi siamo certi che siano rivolti al mondo esterno o alle donne? E se invece il panem et circenses fossero gli svaghi (moto) i sogni (attore) e i vizi (adulterio) che Adam si concede?

    In genere non amo film cervellotici: preferisco storie lineari che non necessitano di analisi troppo approfondite per estrapolarne un senso. Tuttavia ci sono eccezioni che confermano la regola ed Enemy è tra queste.
    Non posso quindi che ringraziarti per il consiglio ottimo (come sempre, d’altronde)

    • Innanzitutto sono contento che alla fine qualcuno l’abbia visto 🙂 Tranquillo, nel mio piccolo continuerò a darti buoni consigli…almeno spero!

      Adesso provo a rispondere, per quello che posso ricordarmi:
      1) l’incidente avviene nella mente, é in pratica l’eliminazione dell’alter ego adultero di Adam. Difatti avviene in contemporanea con il suo riappacificamento con la moglie.

      2) il ragno finale è la definitiva identificazione ragno-donna, la più inauietante di tutte (finale shock veramente)

      3) Credo sia un modo per dipingere la monotonia della vita di Adam, monotonia dalla quale lui tenta di evadere proprio tradendo la moglie, alla quale attribuisce la “colpa” di questa routine. Inoltre è come se il regista volesse insistere sul discorso dei totalitarismi come a dire: questa è una chiave di lettura importante, fateci caso!

      4) i totalitarismi sono quasi sicuro siano le donne (la tela del ragno-donna) senno crollerebbe tutta l’interpretazione. Di conseguenza il panem et circensem sono tutte le cose relative alla donna, ovvero cose che la donna usa per ingannare e assoggetare l’uomo (su tutti il sesso). Questa parte qua non la ricordo molto bene, dovrei rivederlo!

      • Su film del genere si potrebbe parlare perore intere cercando di trovare la quadra senza mai riuscirci. Ad esmpio, nel punto 1, l’incidente sembrerebbe avvenuto sul serio perchè ne dà menzione pure la radio mentre la moglie incinta si sta facendo la doccia (la scena precedente alla trasformazione in ragno).
        Però la smetto qui, che sennò ci stiamo tutta la mattina. e pure il pomeriggio 😀

        Bel film. Pieno, intelligente e stimolante. Alla fine è questo che conta e se alcuni punti restano dubbi, forse è addirittura meglio così 😉

      • Hai ragione ahahhaha avevo avuto il tuo stesso dubbio, ora ricordo! L’incidente alla radio é fittizio, non si riferisce a quello del protagonista…se ci fai caso mi pare sia un generico incidente, lo ha fatto di proposito il regista. Questa ammetto di averla letta su internet peró 😉

      • Ah, che bricconcello questo Villeneuve…

        PS: io comunque a questo Enemy continuo a preferire Prisoners, filmone poco apprezzato per quanto è bello in realtà.

      • Beh sono due film diversi…Prisoners di certo é molto piú profondo, ma questo obiettivamente é uno degli enigmi meglio architettati della Storia. In entrambi i casi, abbiamo un Gyllenhall eccellente che fa da punto in comune!

    • Capolavoro con un immenso Gyllenhaal,interpretazione maiuscola,mi chiedo però perché il film non sia arrivato in Italia,voi l’avete visto in Lingua con i sottotitoli?

  2. scusate una curiosità: come spiegate la scena dell’anello in cui c’è il litigio per il segno bianco sul dito (anello rimosso)?
    voglio dire la teoria del doppio che in realtà è un unico personaggio regge per tutto il film tranne che in questa scena, o sbaglio?

    • Le possibilità sono due secondo me (l’ho rivisto proprio ieri sera quindi posso risponderti a fresco):

      1) Non avendo letto il libro, potrei dirti che l’espediente dell’anello é un’indizio lasciato dal regista per sviare lo spettatore (un po’ come il discorso dell’incidente fittizio alla radio). Non ne sono sicuro, magari è inserito anche nella storia originale.

      2) bisogna tenere presente che oltre ad essere ambientato su due piani antitetici al livello psicologico (ovvero inconscio e realtà), il film gioca anche sul piano temporale, quindi il passato si mescola con il presente. È possibile che Adam/Anthony frequentasse la donna ancora prima di sposare la moglie. Considera anche che se supponiamo l’intera sequenza (cioè litigio e incidente) come ambientata nella mente del protagonista, il discorso dell’anello può essere stato elaborato dallo stesso Adam/Anthony nel momento in cui, sul piano reale, inizia la riconciliazione con la moglie.

      Comunque hai ragione: per quanto io lo abbia già visto tre volte, ad ogni visione emergono particolari nascosti e inquietanti che mettono in dubbio la tua interpretazione. Io lo considero un grande pregio, da ciò che ho potuto leggere della trama originale la vicenda era molto più chiara. Villeneuve sfrutta la sua indole visionaria per complicare il tutto e lo fa con un gusto a mio parere sublime (pensa ai ragni, il regista ha fatto firmare un accordo di segretezza assoluta agli attori affinché non rivelassero il vero significato, nonostante Villeneuve stesso abbia confermato che l’interpretazione esiste ed è unica, non libera).

      Il finale continua sempre ad affascinarmi e scioccarmi allo stesso tempo!

  3. Meno male che ho trovato le vostre spiegazioni altrimenti andavo in analisi
    quindi la verità è che lui è nella realtà uno sfigato prof che vive con sua moglie che aspetta un bimbo che va nei sexi posti e che si inventa il resto?
    Vi ringrazio tanto tanto

  4. Appena visto su suggerimento ed incuriosito dal trailer di “Sicario”, prossimo promettente film in uscita di Villeneuve. E’ il mio primo approccio con questo regista, e considerando i vostri commenti su “Prisoners” ,non oso immaginare che spettacolo possa essere; dato che considero questo lungometraggio un capolavoro a tutto tondo.
    Ho trovato molto appetitose tutte le riflessioni che hai fatto, con spunti che non avevo valutato e che piacevolmente non fanno altro che aumentare il caos in “un circolo che si ripete di continuo”.

  5. Ok ok. . .forse sono un pò “in ritardo” ma ho appena visto il film e sinceramente mi ha stordito e confuso! Così ho cercato sul web qualche spiegazione che facesse luce sulla pellicola e sono finito su questo blog. Ora propongo le mie riflessioni e se qualcuno le leggerà voglio sapere cosa ne pensa. . .tutte le teorie nei commenti sono valide( a parte quella dell’invasione dei ragni)!ecco può sembrare folle ma se il film avesse riferimenti religiosi!? Cercatevi quale significato ha il ragno nella simbologia dei popoli antichi. . .E se il ragno/tarantola altri non fosse che la rappresentazione di Dio che tesse le sue tele e quindi i nostri destini(da notare il nome del protagonista-ADAM- che rappresenta un la purezza dell’uomo senza peccato nella creazione. . . Anthony, che rappresenta la caduta dell’uomo nel peccato-ad es. All’inizio quando la donna nuda/male tenta di schiacciare il ragno/Dio e tutti osservano eccitati ma anche spaventati,ecco li adam perde la morale/coscienza e diventa Anthony. . la donna stessa, nella simbologia della creazione porta l’uomo all’allontanamento da Dio con il peccato originale(per quanto poco ne sappia di religione XD). . .e tutto il film è una lotta interiore del protagonista per ritrovare se stesso. . la propria coscienza. . il rispetto per la moglie,per l’etica,per la morale . .. . l’uomo che ha abbandonato Dio/ordine/ragno per lasciarsi andare al desiderio immorale/tradimento/passione/caos. . .ah ah ah. . ok rileggendolo mi sembra di essere andato un pò oltre ma non sapendo quali fossero le reali intenzioni del regista tutto è possibile!XD

  6. Visto! non ho capito moltissimo di questo film. Proverò a leggermi il libro per estrapolare qualcosa di più. Per ora l’unica mia interpretazione può essere legata ad una forma di schizofrenia del protagonista che non è doppio ma è uno solo. In ogni caso il film merita la visione

  7. Salve. Appena visto il film ho cercato aiuto e sono finito qui. Se non avessi letto i commenti non avrei decifrato il messaggio del regista. In fondo la trama è semplice. Donna ragno e uomo che cerca di deresponsabilizzarsi da impegni di coppia. Ottima ambientazione. Il regista gioca con lo spettatore.

    • Grazie a te per aver dato un’occhiata, purtroppo resta sempre un pò un’enigma questo film 😅 Mi raccomando fai un giro sul blog, sulla falsa riga di questo ti consiglio almeno Triangle e Kill List

      • Ciao! Ho da poco recuperato questa perla e mi chiedevo solo una cosa. Posto che la tua spiegazione mi sembra del tutto corretta, come spieghi [SPOILER] la scena in cui la moglie va a trovare il marito a scuola e lui non la riconosce? Schizofrenia? Perché se è così, la questione dell’incidente solo immaginato dal protagonista tende a scricchiolare…almeno secondo me, ovvio 😐

      • Ciao 😊 Premettendo che come gia accennato, il film abbia certi enigmi ancora irrisolti, direi che la scena di cui tu parli può essere spiegata con una sorta di schizofrenia dissociativa del protagonista. Lui ormai ha questi due lati di se che appunto viaggiano su binari paralleli fino a che non si incontrano-scontrano. Questo potrebbe spiegare perchè vedendo la moglie lui ancora “creda” di non riconoscerla (in realtà è un po come se fosse il suo subconscio a non voler riconoscerla).

  8. Ottima analisi. Ma dall’alto della mia ignoranza penso che il film faccia semplicemente cacare. Ci sono minuti in cui non succede nulla e la scena finale è penosa. L’unica cosa buona erano le musiche angoscianti…

  9. Sicuramente uno dei peggiori film di tutti i tempi. E come sempre più idiota è il film più si cerca di trovarci significati altisonanti da da Freud in qua e in là. L’ho visto con la funzione accellerata e lo avevo già risolto all’inizio…..copia Lynch e ricorda Fight Club ma non ne ha la classe. È penoso

  10. Film dalla facile lettura…già dalla trama si intuiva che il film parafrasasse fight club…poi quando “il prof” prende una foto che lo ritrae (quella strappata a metà), per metterla a confronto con il fermo immagine sul computer ove si vede “l’attore” e la stessa foto successivamente viene rinvenuta a casa “dell’attore” pero’ in versione integrale…be’ che dire fine del filmetto…

  11. SPOILER

    Sul fatto che non ci sia un’interpetazione ufficiale la dice lunga e cosa ancora piu interessante e’ che questo non toglie nulla al film anzi lo rende riuscitissimo cosa per niente facile in generale e soprattutto in questi casi.
    La mia interpretazione e’ questa .
    Premessa: provo a dare una speigazione passo passo quindi volutamente approfondisco l’ interpretazione man mano ritornando su punti precendenti del film.
    La prima cosa sicura e’ che sono realmente due. Lo conferma la scena in cui l’attore incontra la mamma che lo raccomanda di mantenere il segreto.
    Due la cicatrice simboleggia proprio il distacco tra i due alla nascita, la parte umana da quella aliena.
    Cio dimostra che appunto Gyllenhaal l’attore coglie la palla al balzo per tuffarsi nella normalita’ del fratello Gyllenhaal professore e quest’ ultimo si lascia convincere per lo stesso motivo pur sapendo di non avere approfittato della moglie Gadon.
    A questo punto finisce in tragedia. Il destino beffardo non perdona nessuno dei due. Gyllenhaal attore si ritrova in una tragedia fatale, l’ altro Gyllenhaal professore in un mondo che non potrebbe mai sostenere in quanto mondo alieno inteso come non umano.
    Ultima (non per importanza) dimostrazione che i fratelli sono due e’ proprio l’ affermazione della moglie Gadon del Gyllenhaal attore che nel momento in cui si ritrova nel letto col Gyl professore che si finge il marito gli chiede come sia andata la lezione.
    Non poteva saperlo per svariate ragioni chi ha visto il film lo sa, ma lo sapeva perche’ appunto aliena e quindi riconosceva la diversita in lui. Il punto cruciale del film sta proprio qui pero’.
    La moglie Gadon del Gyl attore non poteva saperlo in quanto nella prima parte del film quando viene a conoscenza del sosia del marito e gli rivela di averlo incontrato, scoppia in un pianto accusandolo che sapesse come mai ci fosse qualcuno identico a lui, cio dimostra la sua totale estraneita al tutto.
    Quindi a questo punto uno dice ma allora contarddici quello che hai detto prima? Cioe’ che la Gadon moglie fosse aliena e sapeva riconoscerlo nel letto e ora invece la stessa e’ quella che piangeva disperata chiedendosi come mai questa situazione?
    Infatti la Gadon moglie non e’ realmente la moglie ma la mamma che e’ aliena(vedi finale) e ch vuol far sparire il figlio umano cioe il Gyl professore dalla circolazione per evitare che venga fuori qualcosa o che comunque che potesse compromettere la finta normalita del prescelto Gyl attore e di tutto il mondo alieno che ci sta dietro.
    Di contro il Gyl attore si schianta quasi per gioco per una scemenza e toglie dai giochi l’ altro incomodo cioe la moglie Laurent del fratello umano. Cosi facendo hanno tolto di mezzo quello che poteva essere un problema per le loro vite che nascondeva la loro vera natura e il loro segreto.
    Infine la scena iniziale alla Eyes Wide Shut inziale a dir poco criptica conferma comunque l’esistenza di questo ‘mondo’ alieno composto da ragni travestiti da umani riservato condivisodai intimi adepti e soprattutto la stessa chiave nella busta chiusa che fa da filo conduttore un po per tutta la trama rappresenta nient altro che appunto la chiave d’accesso alla porta del loro covo segreto (vedi mggiordomo che nell’ascebsore nel finale ne fa u riferimento terrorizzato) .
    Chiaramente il film e’ fatto con maestria e in maniera fine. Raccontarlo a parole spiegandone le scene svaluta tutta la magia che ha messo in scena il regista e gli attori. La mia e’ una semplificazione all’ osso di tutto quello che il film propone e le emozioni che trasmette. Ma altrimenti che spiegazione sarebbe se riraccontassi il film come e’ strutturato? Ci sono mille altri dettagli che si riconducono a questa interpretazione ma mi sono soffermato sui momenti chiave. Per concludere film godibilissimo, aldila dell’interpretazione che puo essere soggettiva. Il cinema e’ arte e l’arte e’ magia, spiegarla e’ sempre un po sminuirla e soprattutto aspettarsi chissa che da un film o dal finale e’ sempre sbagliato, significa tradire le intenzioni di chi ci lavora e la magia che ha creato per farti stare li del tempo immobile con la cuoriostita di vedere come va a finire. Un film e’ buono quando ti intrattiene, ottimo quando non senti il bisogno di tenerti gli occhi sbarrati.
    Ah un ultima osservazione… L’attore nell’incidente non muore.. e l’inquadratura che si allarga sul vetro rotto come fa notare giustamente Gianluca che richiama inevitabilmente la tela del ragno, si focalizza su un punto al centro luminoso, quasi fluorescente quello simboleggia lo spirito alieno del ragno immoratale a eventi e catastrofi umane.

    Erz

  12. secondo me gli alieni centrano poco.
    il personaggio reale è il professore e il ragno è la psicosi che lo attanaglia tessendo in continuazione la tela nella sua mente
    quando sembra che nel finale sia riuscito mentalmente a a eliminarla vedi incidente in auto che avviene solo nella sua mente come la convinzione di essere un attore …la moglie si rende conto della dualita quando lo incontra a scuola e non viene riconosciuta e quindi ha ben chiaro a questo punto della schizofrenia del marito
    il protagonista non guarisce mai …il regista ci fa credere che si è rinsavito..ma non è cosi’ il protagonista è sempre in preda alla sua psicosi che è appunto la tela di ragno che tiene nella testa. quando pare che rientri nella figura del marito e professore abbandonando la seconda personalita in effetti non è mai successo perche’ nella mente del protagonista i due personaggi professore e attore esistono sempre e mai si annullano la stessa morte dell’attore e vera nella testa del professore..non è un processo di scoperta del proprio dualismo mentale come in beautiful mind dove il protagonista una volta verificata la sua dualita inizia un percorso nuovo di scoperta e di convivenza con il proprio male..qui cio non avviene il professore non ha mai un momento di lucidita’ e infatti convinto fino all’ultimo di essere in casa dell’attore e non riconosce la moglie come la sua donna ,,e quando è convinto di essere l’attore vive una realta’ che non esiste se non ne la sua mente. quindi è continuamente fuori di testa lo spettatore si illude che stia rinsavendo qui l’abilita del regista nel farlo credere …ma con la scena finale ti risveglia con una tela ancora piu grande. i dialoghi con la mamma con il portinaio sono indizi forse le uniche cose reali al di fuori della sua mente. penso che il film e un viaggio che noi facciamo nella sua mente malata e quando ci sembra di essere usciti perche le cose sembra si sistemano ci accorgiamo che e solo una illusione siamo ancora dentro nella usa mente con nuovi sviluppi deliranti.
    solo una mente che ha vissuto questo dualismo mentale distruttivo delirante claustrofobico e ne è uscita puo creare un film del genere.
    ma alla fine ne sara veramente uscito il regista?

    questo è il dilemma che ci pone e che si pone probabilmente il regista stesso alla fine
    forse non ne usciremo mai. e solo illusione.

  13. Concordo pienamente con Luca. Ho visto proprio ieri questo filmone e devo dire che sono rimasto veramente con a bocca aperta. Mia moglie non ci ha capito molto, e mentre lei mi chiedeva delle cose sui vari passaggi nel film, io me ne stavo col sorriso stampato, fermo davanti allo schermo e fantasticando ripercorrevo ogni singolo momento chiave della pellicola pensando a quanto folle, ma allo stesso punto genialo potesse essere ció che i miei occhi avevano appena visto. Che dire… un Jake straordinario, una trama che mette veramente paura, e un finale assolutissimamente (per me) inaspettato. Se Shutter Island di Scorsese con Di Caprio era per me finora un capolavoro del genere, questo lo supera di gran lunga. Complimenti a Villeneuve! Eppure non riesco a capire come mai non abbiano nemmeno nominato l’attore all’Oscar 😦

  14. Ma siamo sicuri, che tutti noi abbiamo visto lo stesso film? alieni? sosia? ma dai è sempre lui, in due momenti diversi della sua vita, la cicatrice dimostra, che è sopravvissuto all’incidente stradale, aveva l’amante e lo dimostra anche il dialogo con la moglie, che gli ripete “la vedi ancora?”( è sopravvissuta anche lei). I ragni, rappresentano solo gli incubi e i rimorsi che lo perseguitano, non vede più l’amante, la quale non era a conoscenza del fatto che fosse sposato (da qui la sfuriata fatale). Frequenta un club di voyeurismo, dove anche il portiere del palazzo, vedi dialogo in ascensore, cerca di entrarne a far parte stabilmente. Il dialogo con la madre, l’unico da definire “reale” dimostra il suo stato confusionale, con il tentativo della madre, di farlo tornare alla sua precedente occupazione di professore universitario e di abbandonare quella di attore, ignorandone il suo successo economico.
    P.S. Il fatto che la radio parla di un incidente “generico” serve solo a depistare lo spettatore, è chiaro che se si crede alla seconda linea giuda del film quella del sosia ci si perde …. e a quel punto vai con l’invasione dei ragni giganti
    Se sono inciampato su questo sito, dopo aver visto il film, è per i dubbi e la curiosità per l’altrui interpretazione, la colpa o il merito è di sky cinema, e se mi ritrovo a commentare un post del 2014, il merito è di Pianeta Cinema, che non conoscevo, grazie alla presenza di questi post eterni che consentono di restare incastonati nello spazio tempo, confido che qualcun altro commenterà e leggerà ancora, anche fra qualche anno, queste mie righe (e non solo), saluti ai futuri internauti cinofili

  15. Ci sono incappata anche io io questa “tela”… tutto sommato contenta di aver visto il film. E, dopo esser rimasta basita, continuamente perplessa, incuriosita,inciampando nei vari passaggi e cadendo nel finale… sono arrivata a questo blog. Condivido tanti delle vostre interpretazioni, un po’ meno quelle dell’invasione aliena. Tanto di cappello per l’arte che trasuda il film, ma i film così cervellotici e schizofrenici un po’ mi destabilizzano. Il fatto è che voglio sempre trovare il lato positivo delle cose, la soluzione, la risposta, l’ordine…e anche se, come si dice nel film, il caos non è altro che l’ordine non ancora decifrato … lascio a voi le conclusioni ( semmai ci siano!) 😉 Buona visione a chi non l’ha ancora visto.

  16. Tutto ci puo stare, la mia intrpretazione e’ personale e sicuramente avvalorata dalla lettura di alcune frequenze che non ho inventato ma che da spazio a molteplici letture che il regista da in pasto agli spettatori volutamente. Quindi film sicuramente riuscito perche questo era il volere del regista. Leggere alcune interpretazioni che esordiscono com.. ” ma e’ evidente che…” , ” e’ scontato che..” seguito da cose che ci possono stare ma anche da evidenti forzature non mi rende il film piu lineare sinceramente ma mi fa pensare a un film fatto male allora. Detto cio la mia interpretazione resta la mia e non sicuramente quella corretta in tutto e nemmeno impossibile ma ,allo stesso tempo, penso che sicuro non esclude nemmeno le letture poste d Gianluca all’ inizio riguardo il totalitarismo e altro, potrebbero essere vere su piu livelli di lettura senza che l’ una escluda l’altra. Detto cio’ mi piace averlo visto e decifrato cosi, perche seppur assurda l’invasione aliena ( anche se io non ho mai parlato di invasione bensi di esseri alieni intesi non umani, in questo caso sembrerebbe ragni, che vivono in mezzo agli uomini) non mi sembra proprio per niente scontata la schizofrenia del protagonista oppure rappresentata davvero male. Chi ha parlato prima di Shutter Island ha bene presente di cosa significa mettere in scena quel tipo di problema in maniera magistrale e con un finale che chiude il cerchio. Se no varrebbe tutto. Il protagonista ha fatto uso di lsd da ragazzo, ora ha viaggi mentali involontari mentre fa lezione ai suoi studenti, subisce dei black out che gli provocano allucinazioni e gli fanno credere di vivere una vita non sua. Il regista volutamente non da indizi sul fatto che ha assunto droghe anni prima per depistare lo spettatore, e’ evidente.

  17. cmq scherzi a parte sono d’ accordo con Fabio che in due righe ha riassunto bene la spiegazione piu plausibile, pero resta solo un film bello da vedere..volerlo spiegare ne evidenzia i limiti della trasposizione.

  18. La chiave di lettura è semplice e ce la fornisce direttamente il regista : il film è la storia del subconscio di un uomo che lascia l’amante e decide di tornare dalla moglie incinta. Quindi il film è il prodotto del subconscio del protagonista che genera un doppio per razionalizzare gli eventi. Analizzando più a fondo con l’aiuto del romanzo , la mente del protagonista è costituita da: Es (le pulsioni quindi Anthony l’irascibile è trasgressivo) , io (la coscienza quindi Adam il controllato studioso) , super-io (il controllo superiore quindi la madre/moglie/ragno). In pratica per lasciare l’amante voluta dal suo Es , l’io li elimina immaginando un incidente, e si rassegna ad obbedire al super-io madre/moglie/aracnide infatti poi nella scena finale la moglie che poi è anche una futura madre, è vista come un aracnide che peró non spaventa il protagonista ma anzi è spaventata e si ritrae sul muro perché sa delle intenzioni del marito di trasgredire ancora ma in effetti il protagonista a questo punto finale ha uno sguardo rassegnato e sospira arrendendosi alla moglie/madre/ragno/superio. . .

  19. P.s: la spiegazione ufficiale la ha già fornita sia il regista che il protagonista in interviste ufficiali disponibili online. È la storia del subconscio di un uomo che lascia l’amante per tornare con la moglie incinta. Chiunque può verificare online da fonti ufficiali. Ciao a tutti ..

  20. Il regista dice :”You know what, this movie is a very simple story, it’s a man who decides to leave his mistress and go back to his wife, and we see this story from his subconscious point of view.”

  21. La chiave di lettura simbolica è la chiave che A. trova nella busta, che per tutto il film non viene aperta, ma viene scoperta, e tirata fuori dal suo involucro, solo alla fine del film. Obbligando lo spettatore ad una seconda visione. Solo con una seconda visione tutto diventa chiarissimo. Provare per credere. Ogni mistero necessita di una chiave per essere svelato. In fondo è meglio il mistero della prima visione, quella senza chiave, quella puramente emozionale, che non la realtà del ‘dopo chiave’.

    Ognuno di noi ha un doppio, un attore che vive dentro di lui, è l’ego con tutti i suoi movimenti (che vuole essere altro, che desidera e che non desidera più, che vuole i mirtilli, poi dice che non li ama, che si contraddice, che dimentica, rimuove, che vorrebbe farci scappare da quello che stiamo vivendo).

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