COME NON FARE UN FILM aka THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN PARTE 1 di Bill Condon (2011)

Una cover di Ciak, giornale di cinema italiano, una volta poneva l’interrogativo: Twilight, “cult” o “trash”? Se con “trash” andiamo a definire film come “Dal tramonto all’alba” o “Machete”, trovo veramente triste che certi film vengano paragonati ad una saga che è immondizia nel senso letterale della parola. Per quanto riguarda il cult, beh sono i giovanissimi (sopratutto le ragazzine) ad averlo fatto diventare un fenomeno di culto, seppur passeggero: ora non lo ricorda più nessuno. Perfortuna.
Mentre il primo Twilight era tollerabile, dal secondo in poi la situazione peggiora esponenzialmente fino a toccare il fondo con questo quarto capitolo (il quinto è meno peggio, di poco). Parliamo di una pellicola (mi vergogno per il regista a chiamarlo film) di due ore, in cui la prima ora è riservata al matrimonio/luna di miele di Edward&Bella, la seconda alla mostruosa gravidanza della ragazza. Gia la tendenza a dividere in due l’ultimo capitolo di una saga letteraria tende a rendere i film fedeli alla materia prima ma prolissi e mal strutturati (vedi gli ultimi due Harry Potter). Questa trovata puramente commerciale non andava applicata ad un libro gia di per se prolisso (ad un certo punto si segue il punto di vista di Jacob!!!) e invece così è stato fatto: ottimi guadagni al box office, bassissimo livello cinematografico. È un film che non fa neanche una delle cose che un film dovrebbe fare:
1) non intrattiene, annoia
2) non fa riflettere, spinge all’omicidio per esasperazione
3) non affascina, disgusta
4) non coinvolge, respinge
Eppure ha fatto cassa. Triste da ammettere ma vero. E se la prima parte è solo normalmente intollerabile (la scena di Edward&Bella nell’acqua illuminati dalla Luna fatta in pessima CGI è da conati) la seconda diventa seriamente insostenibile. La staticità della situazione (Bella col pancione ferma in casa a deperire) vuole richiamare alla mente la formula base di “Rosemery’s Baby” (capolavoro dell’horror psicologico) come fa notare il Morandini. Questa cosa non si può fare. Decisamente non si può fare. Poi il finale annienta quel poco di sanità mentale rimasta allo spettatore: Bella si spezza (letteralmente!) in due, muore, Edward per risvegliarla ha la brillante idea di morderla. Lo fa una volta. Niente. Lo fa di nuovo. Niente. Esasperato comincia a mordicchiarla dovunque (pure sui piedi!!!) manco fosse una pannocchia arrostita. Dopo un breve combattimento vampiri vs. Lupi che fa quasi sembrare l’ultimo Underworld un film di Bergman, Bella alla fine si risveglia, con tanto di capelli tirati a lucido e un seno che diventa magicamente più gonfio.

Capolavoro.

IN CONCLUSIONE: sceneggiatura inesistente, recitazione da far sembrare “I Cesaroni” da Oscar (ma la vedete pure voi la faccia da assorbente bagnato di Kristen Stewart o me la immagino io?), storia da obitorio. Questo è tutto, tranne che Cinema.

Voto 1/10

di Gianluca Rinaldi

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3 thoughts on “COME NON FARE UN FILM aka THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN PARTE 1 di Bill Condon (2011)

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